ÿþ<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01//EN" "http://www.w3.org/TR/html4/strict.dtd"> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-16"> <meta http-equiv="Content-Style-Type" content="text/css"> <title></title> <meta name="Generator" content="Cocoa HTML Writer"> <meta name="CocoaVersion" content="824.42"> <style type="text/css"> p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Helvetica} p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px Helvetica; min-height: 17.0px} </style> </head> <body> <p class="p1">ATTI DEL CONCILIO VATICANO II</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p2"><br></p> <p class="p2"><br></p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">COSTITUZIONE DOGMATICA</p> <p class="p1">DEI VERBUM</p> <p class="p1">SULLA DIVINA RIVELAZIONE</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p2"><br></p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1"><span class="Apple-converted-space">                                </span>PROEMIO</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">1. In religioso ascolto della parola di Dio e proclamandola con ferma fiducia, il santo Concilio</p> <p class="p1">fa sue queste parole di san Giovanni: « Annunziamo a voi la vita eterna, che era presso il</p> <p class="p1">Padre e si manifestò a noi: vi annunziamo ciò che abbiamo veduto e udito, affinché anche voi</p> <p class="p1">siate in comunione con noi, e la nostra comunione sia col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo</p> <p class="p1">» (1 Gv 1,2-3). Perciò seguendo le orme dei Concili Tridentino e Vaticano I, intende</p> <p class="p1">proporre la genuina dottrina sulla divina Rivelazione e la sua trasmissione, affinché per</p> <p class="p1">l'annunzio della salvezza il mondo intero ascoltando creda, credendo speri, sperando ami .</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1"><span class="Apple-converted-space">                               </span>CAPITOLO I</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1"><span class="Apple-converted-space">                            </span>LA RIVELAZIONE</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Natura e oggetto della Rivelazione</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">2. Piacque a Dio nella sua bontà e sapienza rivelarsi in persona e manifestare il mistero della</p> <p class="p1">sua volontà (cfr. Ef 1,9), mediante il quale gli uomini per mezzo di Cristo, Verbo fatto carne,</p> <p class="p1">hanno accesso al Padre nello Spirito Santo e sono resi partecipi della divina natura (cfr. Ef</p> <p class="p1">2,18; 2 Pt 1,4). Con questa Rivelazione infatti Dio invisibile (cfr. Col 1,15; 1 Tm 1,17) nel</p> <p class="p1">suo grande amore parla agli uomini come ad amici (cfr. Es 33,11; Gv 15,14-15) e si</p> <p class="p1">intrattiene con essi (cfr. Bar 3,38), per invitarli e ammetterli alla comunione con sé. Questa</p> <p class="p1">economia della Rivelazione comprende eventi e parole intimamente connessi, in modo che le</p> <p class="p1">opere, compiute da Dio nella storia della salvezza, manifestano e rafforzano la dottrina e le</p> <p class="p1">realtà significate dalle parole, mentre le parole proclamano le opere e illustrano il mistero in</p> <p class="p1">esse contenuto. La profonda verità, poi, che questa Rivelazione manifesta su Dio e sulla</p> <p class="p1">salvezza degli uomini, risplende per noi in Cristo, il quale è insieme i1 mediatore e la pienezza</p> <p class="p1">di tutta intera la Rivelazione.</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Preparazione della Rivelazione evangelica</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">3. Dio, il quale crea e conserva tutte le cose per mezzo del Verbo (cfr. Gv 1,3), offre agli</p> <p class="p1">uomini nelle cose create una perenne testimonianza di sé (cfr. Rm 1,19-20); inoltre, volendo</p> <p class="p1">aprire la via di una salvezza superiore, fin dal principio manifestò se stesso ai progenitori.</p> <p class="p1">Dopo la loro caduta, con la promessa della redenzione, li risollevò alla speranza della salvezza</p> <p class="p1">(cfr. Gn 3,15), ed ebbe assidua cura del genere umano, per dare la vita eterna a tutti coloro i</p> <p class="p1">quali cercano la salvezza con la perseveranza nella pratica del bene (cfr. Rm 2,6-7). A suo</p> <p class="p1">tempo chiamò Abramo, per fare di lui un gran popolo (cfr. Gn 12,2); dopo i patriarchi</p> <p class="p1">ammaestrò questo popolo per mezzo di Mosè e dei profeti, affinché lo riconoscesse come il</p> <p class="p1">solo Dio vivo e vero, Padre provvido e giusto giudice, e stesse in attesa del Salvatore</p> <p class="p1">promesso, preparando in tal modo lungo i secoli la via all'Evangelo.</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Cristo completa la Rivelazione</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">4. Dopo aver a più riprese e in più modi, parlato per mezzo dei profeti, Dio « alla fine, nei</p> <p class="p1">giorni nostri, ha parlato a noi per mezzo del Figlio» (Eb 1,1-2). Mandò infatti suo Figlio, cioè</p> <p class="p1">il Verbo eterno, che illumina tutti gli uomini, affinché dimorasse tra gli uomini e spiegasse</p> <p class="p1">loro i segreti di Dio (cfr. Gv 1,1-18). Gesù Cristo dunque, Verbo fatto carne, mandato come</p> <p class="p1">«uomo agli uomini », « parla le parole di Dio » (Gv 3,34) e porta a compimento l'opera di</p> <p class="p1">salvezza affidatagli dal Padre (cfr. Gv 5,36; 17,4). Perciò egli, vedendo il quale si vede anche</p> <p class="p1">il Padre (cfr. Gv 14,9), col fatto stesso della sua presenza e con la manifestazione che fa di sé</p> <p class="p1">con le parole e con le opere, con i segni e con i miracoli, e specialmente con la sua morte e la</p> <p class="p1">sua risurrezione di tra i morti, e infine con l'invio dello Spirito di verità, compie e completa la</p> <p class="p1">Rivelazione e la corrobora con la testimonianza divina, che cioè Dio è con noi per liberarci</p> <p class="p1">dalle tenebre del peccato e della morte e risuscitarci per la vita eterna. L'economia cristiana</p> <p class="p1">dunque, in quanto è l'Alleanza nuova e definitiva, non passerà mai, e non è da aspettarsi</p> <p class="p1">alcun'altra Rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù</p> <p class="p1">Cristo (cfr. 1 Tm 6,14 e Tt 2,13).</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Accogliere la Rivelazione con fede</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">5. A Dio che rivela è dovuta « l'obbedienza della fede» (Rm 16,26; cfr. Rm 1,5; 2 Cor</p> <p class="p1">10,5-6), con la quale l'uomo gli si abbandona tutt'intero e liberamente prestandogli « il pieno</p> <p class="p1">ossequio dell'intelletto e della volontà » e assentendo volontariamente alla Rivelazione che</p> <p class="p1">egli fa. Perché si possa prestare questa fede, sono necessari la grazia di Dio che previene e</p> <p class="p1">soccorre e gli aiuti interiori dello Spirito Santo, il quale muova il cuore e lo rivolga a Dio, apra</p> <p class="p1">gli occhi dello spirito e dia « a tutti dolcezza nel consentire e nel credere alla verità ». Affinché</p> <p class="p1">poi I intelligenza della Rivelazione diventi sempre più profonda, lo stesso Spirito Santo</p> <p class="p1">perfeziona continuamente la fede per mezzo dei suoi doni.</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Le verità rivelate</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">6. Con la divina Rivelazione Dio volle manifestare e comunicare se stesso e i decreti eterni</p> <p class="p1">della sua volontà riguardo alla salvezza degli uomini, «per renderli cioè partecipi di quei beni</p> <p class="p1">divini, che trascendono la comprensione della mente umana ». Il santo Concilio professa che</p> <p class="p1">« Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto con certezza con il lume naturale</p> <p class="p1">dell'umana ragione a partire dalle cose create» (cfr. Rm 1,20); ma insegna anche che è merito</p> <p class="p1">della Rivelazione divina se « tutto ciò che nelle cose divine non è di per sé inaccessibile alla</p> <p class="p1">umana ragione, può, anche nel presente stato del genere umano, essere conosciuto da tutti</p> <p class="p1">facilmente, con ferma certezza e senza mescolanza d'errore ».</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1"><span class="Apple-converted-space">                               </span>CAPITOLO II</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1"><span class="Apple-converted-space">            </span>LA TRASMISSIONE DELLA DIVINA RIVELAZIONE</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Gli apostoli e i loro successori, missionari del Vangelo</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">7. Dio, con somma benignità, dispose che quanto egli aveva rivelato per la salvezza di tutte le</p> <p class="p1">genti, rimanesse per sempre integro e venisse trasmesso a tutte le generazioni. Perciò Cristo</p> <p class="p1">Signore, nel quale trova compimento tutta intera la Rivelazione di Dio altissimo, ordinò agli</p> <p class="p1">apostoli che l'Evangelo, prima promesso per mezzo dei profeti e da lui adempiuto e</p> <p class="p1">promulgato di persona venisse da loro predicato a tutti come la fonte di ogni verità salutare e</p> <p class="p1">di ogni regola morale, comunicando così ad essi i doni divini. Ciò venne fedelmente eseguito,</p> <p class="p1">tanto dagli apostoli, i quali nella predicazione orale, con gli esempi e le istituzioni trasmisero</p> <p class="p1">sia ciò che avevano ricevuto dalla bocca del Cristo vivendo con lui e guardandolo agire, sia</p> <p class="p1">ciò che avevano imparato dai suggerimenti dello spirito Santo, quanto da quegli apostoli e da</p> <p class="p1">uomini a loro cerchia, i quali, per ispirazione dello Spirito Santo, misero per scritto il</p> <p class="p1">messaggio della salvezza.<span class="Apple-converted-space"> </span></p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Gli apostoli poi, affinché l'Evangelo si conservasse sempre integro e vivo nella Chiesa,</p> <p class="p1">lasciarono come loro successori i vescovi, ad essi « affidando il loro proprio posto di maestri</p> <p class="p1">». Questa sacra Tradizione e la Scrittura sacra dell'uno e dell'altro Testamento sono dunque</p> <p class="p1">come uno specchio nel quale la Chiesa pellegrina in terra contempla Dio, dal quale tutto</p> <p class="p1">riceve, finché giunga a vederlo faccia a faccia, com'egli è (cfr. 1 Gv 3,2).</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">La sacra tradizione</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">8. Pertanto la predicazione apostolica, che è espressa in modo speciale nei libri ispirati,</p> <p class="p1">doveva esser conservata con una successione ininterrotta fino alla fine dei tempi. Gli apostoli</p> <p class="p1">perciò, trasmettendo ciò che essi stessi avevano ricevuto, ammoniscono i fedeli ad attenersi</p> <p class="p1">alle tradizioni che avevano appreso sia a voce che per iscritto (cfr. 2 Ts 2,15), e di combattere</p> <p class="p1">per quella fede che era stata ad essi trasmessa una volta per sempre. Ciò che fu trasmesso</p> <p class="p1">dagli apostoli, poi, comprende tutto quanto contribuisce alla condotta santa del popolo di Dio</p> <p class="p1">e all'incremento della fede; così la Chiesa nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto,</p> <p class="p1">perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ciò che essa è, tutto ciò che essa crede.<span class="Apple-converted-space"> </span></p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Questa Tradizione di origine apostolica progredisce nella Chiesa con l'assistenza dello Spirito</p> <p class="p1">Santo: cresce infatti la comprensione, tanto delle cose quanto delle parole trasmesse, sia con</p> <p class="p1">la contemplazione e lo studio dei credenti che le meditano in cuor loro (cfr. Lc 2,19 e 51), sia</p> <p class="p1">con la intelligenza data da una più profonda esperienza delle cose spirituali, sia per la</p> <p class="p1">predicazione di coloro i quali con la successione episcopale hanno ricevuto un carisma sicuro</p> <p class="p1">di verità. Così la Chiesa nel corso dei secoli tende incessantemente alla pienezza della verità</p> <p class="p1">divina, finché in essa vengano a compimento le parole di Dio.</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Le asserzioni dei santi Padri attestano la vivificante presenza di questa Tradizione, le cui</p> <p class="p1">ricchezze sono trasfuse nella pratica e nella vita della Chiesa che crede e che prega. È questa</p> <p class="p1">Tradizione che fa conoscere alla Chiesa l'intero canone dei libri sacri e nella Chiesa fa più</p> <p class="p1">profondamente comprendere e rende ininterrottamente operanti le stesse sacre Scritture. Così</p> <p class="p1">Dio, il quale ha parlato in passato non cessa di parlare con la sposa del suo Figlio diletto, e lo</p> <p class="p1">Spirito Santo, per mezzo del quale la viva voce dell'Evangelo risuona nella Chiesa e per</p> <p class="p1">mezzo di questa nel mondo, introduce i credenti alla verità intera e in essi fa risiedere la parola</p> <p class="p1">di Cristo in tutta la sua ricchezza (cfr. Col 3,16).</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Relazioni tra la Scrittura e la Tradizione</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">9. La sacra Tradizione dunque e la sacra Scrittura sono strettamente congiunte e comunicanti</p> <p class="p1">tra loro. Poiché ambedue scaturiscono dalla stessa divina sorgente, esse formano in certo qual</p> <p class="p1">modo un tutto e tendono allo stesso fine. Infatti la sacra Scrittura e a parola di Dio in quanto</p> <p class="p1">consegnata per iscritto per ispirazione dello Spirito divino; quanto alla sacra Tradizione, essa</p> <p class="p1">trasmette integralmente la paro a di Dio--affidata da Cristo Signore e dallo Spirito Santo agli</p> <p class="p1">apostoli--ai loro successori, affinché, illuminati dallo Spirito di verità, con la loro</p> <p class="p1">predicazione fedelmente la conservino, la espongano e la diffondano; ne risulta così che la</p> <p class="p1">Chiesa attinge la certezza su tutte le cose rivelate non dalla sola Scrittura e che di conseguenza</p> <p class="p1">l'una e l'altra devono essere accettate e venerate con pari sentimento di pietà e riverenza.</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Relazioni della Tradizione e della Scrittura con tutta la chiesa e con il magistero</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">10. La sacra tradizione e la sacra Scrittura costituiscono un solo sacro deposito della parola di</p> <p class="p1">Dio affidato alla Chiesa; nell'adesione ad esso tutto il popolo santo, unito ai suoi Pastori,</p> <p class="p1">persevera assiduamente nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nella</p> <p class="p1">frazione del pane e nelle orazioni (cfr. At 2,42 gr.), in modo che, nel ritenere, praticare e</p> <p class="p1">professare la fede trasmessa, si stabilisca tra pastori e fedeli una singolare unità di spirito.<span class="Apple-converted-space"> </span></p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">L'ufficio poi d'interpretare autenticamente la parola di Dio, scritta o trasmessa, è affidato al</p> <p class="p1">solo magistero vivo della Chiesa, la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo. Il quale</p> <p class="p1">magistero però non è superiore alla parola di Dio ma la serve, insegnando soltanto ciò che è</p> <p class="p1">stato trasmesso, in quanto, per divino mandato e con l'assistenza dello Spirito Santo,</p> <p class="p1">piamente ascolta, santamente custodisce e fedelmente espone quella parola, e da questo unico</p> <p class="p1">deposito della fede attinge tutto ciò che propone a credere come rivelato da Dio.<span class="Apple-converted-space"> </span></p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">È chiaro dunque che la sacra Tradizione, la sacra Scrittura e il magistero della Chiesa, per</p> <p class="p1">sapientissima disposizione di Dio, sono tra loro talmente connessi e congiunti che nessuna di</p> <p class="p1">queste realtà sussiste senza le altre, e tutte insieme, ciascuna a modo proprio, sotto l'azione di</p> <p class="p1">un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime.</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1"><span class="Apple-converted-space">                              </span>CAPITOLO III</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1"><span class="Apple-converted-space">                         </span>L'ISPIRAZIONE DIVINA</p> <p class="p1"><span class="Apple-converted-space">           </span>E L'INTERPRETAZIONE DELLA SACRA SCRITTURA</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Ispirazione e verità della Scrittura</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">11. Le verità divinamente rivelate, che sono contenute ed espresse nei libri della sacra</p> <p class="p1">Scrittura, furono scritte per ispirazione dello Spirito Santo La santa madre Chiesa, per fede</p> <p class="p1">apostolica, ritiene sacri e canonici tutti interi i libri sia del Vecchio che del Nuovo Testamento,</p> <p class="p1">con tutte le loro parti, perché scritti per ispirazione dello Spirito Santo (cfr. Gv 20,31; 2 Tm</p> <p class="p1">3,16); hanno Dio per autore e come tali sono stati consegnati alla Chiesa per la composizione</p> <p class="p1">dei libri sacri, Dio scelse e si servì di uomini nel possesso delle loro facoltà e capacità ,</p> <p class="p1">affinché, agendo egli in essi e per loro mezzo, scrivessero come veri autori, tutte e soltanto</p> <p class="p1">quelle cose che egli voleva fossero scritte.<span class="Apple-converted-space"> </span></p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Poiché dunque tutto ciò che gli autori ispirati o agiografi asseriscono è da ritenersi asserito</p> <p class="p1">dallo Spirito Santo, bisogna ritenere, per conseguenza, che i libri della Scrittura insegnano</p> <p class="p1">con certezza, fedelmente e senza errore la verità che Dio, per la nostra salvezza, volle fosse</p> <p class="p1">consegnata nelle sacre Scritture. Pertanto «ogni Scrittura divinamente ispirata è anche utile per</p> <p class="p1">insegnare, per convincere, per correggere, per educare alla giustizia, affinché l'uomo di Dio</p> <p class="p1">sia perfetto, addestrato ad ogni opera buona».</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Come deve essere interpretata la sacra Scrittura</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">12. Poiché Dio nella sacra Scrittura ha parlato per mezzo di uomini alla maniera umana,</p> <p class="p1">l'interprete della sacra Scrittura, per capir bene ciò che egli ha voluto comunicarci, deve</p> <p class="p1">ricercare con attenzione che cosa gli agiografi abbiano veramente voluto dire e a Dio è piaciuto</p> <p class="p1">manifestare con le loro parole.<span class="Apple-converted-space"> </span></p> <p class="p1">Per ricavare l'intenzione degli agiografi, si deve tener conto fra l'altro anche dei generi</p> <p class="p1">letterari. La verità infatti viene diversamente proposta ed espressa in testi in vario modo</p> <p class="p1">storici, o profetici, o poetici, o anche in altri generi di espressione. È necessario adunque che</p> <p class="p1">l'interprete ricerchi il senso che l'agiografo in determinate circostanze, secondo la condizione</p> <p class="p1">del suo tempo e della sua cultura, per mezzo dei generi letterari allora in uso, intendeva</p> <p class="p1">esprimere ed ha di fatto espresso. Per comprendere infatti in maniera esatta ciò che l'autore</p> <p class="p1">sacro volle asserire nello scrivere, si deve far debita attenzione sia agli abituali e originali</p> <p class="p1">modi di sentire, di esprimersi e di raccontare vigenti ai tempi dell'agiografo, sia a quelli che</p> <p class="p1">nei vari luoghi erano allora in uso nei rapporti umani.<span class="Apple-converted-space"> </span></p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Perciò, dovendo la sacra Scrittura esser letta e interpretata alla luce dello stesso Spirito</p> <p class="p1">mediante il quale è stata scritta, per ricavare con esattezza il senso dei sacri testi, si deve</p> <p class="p1">badare con non minore diligenza al contenuto e all'unità di tutta la Scrittura, tenuto debito</p> <p class="p1">conto della viva tradizione di tutta la Chiesa e dell'analogia della fede. È compito degli esegeti</p> <p class="p1">contribuire, seguendo queste norme, alla più profonda intelligenza ed esposizione del senso</p> <p class="p1">della sacra Scrittura, affinché mediante i loro studi, in qualche modo preparatori, maturi il</p> <p class="p1">giudizio della Chiesa. Quanto, infatti, è stato qui detto sul modo di interpretare la Scrittura, è</p> <p class="p1">sottoposto in ultima istanza al giudizio della Chiesa, la quale adempie il divino mandato e</p> <p class="p1">ministero di conservare e interpretare la parola di Dio.</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">La « condiscendenza » della Sapienza divina</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">13. Nella sacra Scrittura dunque, restando sempre intatta la verità e la santità di Dio, si</p> <p class="p1">manifesta l'ammirabile condiscendenza della eterna Sapienza, « affinché possiamo apprendere</p> <p class="p1">l'ineffabile benignità di Dio e a qual punto egli, sollecito e provvido nei riguardi della nostra</p> <p class="p1">natura, abbia adattato il suo parlare». Le parole di Dio infatti, espresse con lingue umane, si</p> <p class="p1">son fatte simili al parlare dell'uomo, come già il Verbo dell'eterno Padre, avendo assunto le</p> <p class="p1">debolezze dell'umana natura, si fece simile all'uomo.</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1"><span class="Apple-converted-space">                              </span>CAPITOLO IV</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1"><span class="Apple-converted-space">                       </span>IL VECCHIO TESTAMENTO</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">La storia della salvezza nei libri del Vecchio Testamento</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">14. Iddio, progettando e preparando nella sollecitudine del suo grande amore la salvezza del</p> <p class="p1">genere umano, si scelse con singolare disegno un popolo al quale affidare le promesse.</p> <p class="p1">Infatti, mediante l'alleanza stretta con Abramo (cfr. Gn 15,18), e per mezzo di Mosè col</p> <p class="p1">popolo d'Israele (cfr. Es 24,8), egli si rivelò, in parole e in atti, al popolo che così s'era</p> <p class="p1">acquistato come l'unico Dio vivo e vero, in modo tale che Israele sperimentasse quale fosse il</p> <p class="p1">piano di Dio con gli uomini e, parlando Dio stesso per bocca dei profeti, lo comprendesse con</p> <p class="p1">sempre maggiore profondità e chiarezza e lo facesse conoscere con maggiore ampiezza alle</p> <p class="p1">genti (cfr. Sal 21,28-29; 95,1-3; Is 2,1-4; Ger 3,17). L'economia della salvezza</p> <p class="p1">preannunziata, narrata e spiegata dai sacri autori, si trova in qualità di vera parola di Dio nei</p> <p class="p1">libri del Vecchio Testamento; perciò questi libri divinamente ispirati conservano valore</p> <p class="p1">perenne: « Quanto fu scritto, lo è stato per nostro ammaestramento, affinché mediante quella</p> <p class="p1">pazienza e quel conforto che vengono dalle Scritture possiamo ottenere la speranza » (Rm</p> <p class="p1">15,4).</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Importanza del Vecchio Testamento per i cristiani</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">15. L'economia del Vecchio Testamento era soprattutto ordinata a preparare, ad annunziare</p> <p class="p1">profeticamente (cfr. Lc 24,44; Gv 5,39; 1 Pt 1,10) e a significare con diverse figure (cfr. 1</p> <p class="p1">Cor 10,11) l'avvento di Cristo redentore dell'universo e del regno messianico. I libri poi del</p> <p class="p1">Vecchio Testamento, tenuto conto della condizione del genere umano prima dei tempi della</p> <p class="p1">salvezza instaurata da Cristo, manifestano a tutti chi è Dio e chi è l'uomo e il modo con cui</p> <p class="p1">Dio giusto e misericordioso agisce con gli uomini. Questi libri, sebbene contengano cose</p> <p class="p1">imperfette e caduche, dimostrano tuttavia una vera pedagogia divina. Quindi i cristiani devono</p> <p class="p1">ricevere con devozione questi libri: in essi si esprime un vivo senso di Dio; in essi sono</p> <p class="p1">racchiusi sublimi insegnamenti su Dio, una sapienza salutare per la vita dell'uomo e mirabili</p> <p class="p1">tesori di preghiere; in essi infine è nascosto il mistero della nostra salvezza.</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Unità dei due Testamenti</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">16. Dio dunque, il quale ha ispirato i libri dell'uno e dell'altro Testamento e ne è l'autore, ha</p> <p class="p1">sapientemente disposto che il Nuovo fosse nascosto nel Vecchio e il Vecchio fosse svelato nel</p> <p class="p1">Nuovo. Poiché, anche se Cristo ha fondato la Nuova Alleanza nel sangue suo (cfr. Lc 22,20;</p> <p class="p1">1 Cor 11,25), tuttavia i libri del Vecchio Testamento, integralmente assunti nella predicazione</p> <p class="p1">evangelica, acquistano e manifestano il loro pieno significato nel Nuovo Testamento (cfr. Mt</p> <p class="p1">5,17; Lc 24,27), che essi a loro volta illuminano e spiegano.</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1"><span class="Apple-converted-space">                               </span>CAPITOLO V</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1"><span class="Apple-converted-space">                        </span>IL NUOVO TESTAMENTO</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Eccellenza del Nuovo Testamento</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">17. La parola di Dio, che è potenza divina per la salvezza di chiunque crede (cfr. Rm 1,16), si</p> <p class="p1">presenta e manifesta la sua forza in modo eminente negli scritti del Nuovo Testamento.</p> <p class="p1">Quando infatti venne la pienezza dei tempi (cfr. Gal 4,4), il Verbo si fece carne ed abitò tra</p> <p class="p1">noi pieno di grazia e di verità (cfr. Gv 1,14). Cristo stabilì il regno di Dio sulla terra,</p> <p class="p1">manifestò con opere e parole il Padre suo e se stesso e portò a compimento l'opera sua con la</p> <p class="p1">morte, la risurrezione e la gloriosa ascensione, nonché con l'invio dello Spirito Santo.</p> <p class="p1">Elevato da terra, attira tutti a sé (cfr. Gv 12,32 gr.), lui che solo ha parole di vita eterna (cfr.</p> <p class="p1">Gv 6,68). Ma questo mistero non fu palesato alle altre generazioni, come adesso è stato</p> <p class="p1">svelato ai santi apostoli suoi e ai profeti nello Spirito Santo (cfr. Ef 3,4-6, gr.), affinché</p> <p class="p1">predicassero l'Evangelo, suscitassero la fede in Gesù Cristo Signore e radunassero la Chiesa.</p> <p class="p1">Di tutto ciò gli scritti del Nuovo Testamento presentano una testimonianza perenne e divina.</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Origine apostolica dei Vangeli</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">18. A nessuno sfugge che tra tutte le Scritture, anche quelle del Nuovo Testamento, i Vangeli</p> <p class="p1">possiedono una superiorità meritata, in quanto costituiscono la principale testimonianza</p> <p class="p1">relativa alla vita e alla dottrina del Verbo incarnato, nostro Salvatore. La Chiesa ha sempre e</p> <p class="p1">in ogni luogo ritenuto e ritiene che i quattro Vangeli sono di origine apostolica. Infatti, ciò che</p> <p class="p1">gli apostoli per mandato di Cristo predicarono, in seguito, per ispirazione dello Spirito Santo,</p> <p class="p1">fu dagli stessi e da uomini della loro cerchia tramandato in scritti che sono il fondamento della</p> <p class="p1">fede, cioè l'Evangelo quadriforme secondo Matteo, Marco, Luca e Giovanni.</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Carattere storico dei Vangeli</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">19. La santa madre Chiesa ha ritenuto e ritiene con fermezza e con la più grande costanza che</p> <p class="p1">i quattro suindicati Vangeli, di cui afferma senza esitazione la storicità, trasmettono</p> <p class="p1">fedelmente quanto Gesù Figlio di Dio, durante la sua vita tra gli uomini, effettivamente operò</p> <p class="p1">e insegnò per la loro eterna salvezza, fino al giorno in cui fu assunto in cielo (cfr At 1,1-2).</p> <p class="p1">Gli apostoli poi, dopo l'Ascensione del Signore, trasmisero ai loro ascoltatori ciò che egli</p> <p class="p1">aveva detto e fatto, con quella più completa intelligenza delle cose, di cui essi, ammaestrati</p> <p class="p1">dagli eventi gloriosi di Cristo e illuminati dallo Spirito di verità, godevano. E gli autori sacri</p> <p class="p1">scrissero i quattro Vangeli, scegliendo alcune cose tra le molte che erano tramandate a voce o</p> <p class="p1">già per iscritto, redigendo un riassunto di altre, o spiegandole con riguardo alla situazione</p> <p class="p1">delle Chiese, conservando infine il carattere di predicazione, sempre però in modo tale da</p> <p class="p1">riferire su Gesù cose vere e sincere. Essi infatti, attingendo sia ai propri ricordi sia alla</p> <p class="p1">testimonianza di coloro i quali « fin dal principio furono testimoni oculari e ministri della</p> <p class="p1">parola », scrissero con l'intenzione di farci conoscere la « verità » (cfr. Lc 1,2-4) degli</p> <p class="p1">insegnamenti che abbiamo ricevuto.</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Gli altri scritti del Nuovo Testamento</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">20. Il canone del Nuovo Testamento, oltre i quattro Vangeli, contiene anche le lettere di san</p> <p class="p1">Paolo ed altri scritti apostolici, composti per ispirazione dello Spirito Santo; questi scritti, per</p> <p class="p1">sapiente disposizione di Dio, confermano tutto ciò che riguarda Cristo Signore, spiegano</p> <p class="p1">ulteriormente la sua dottrina autentica, fanno conoscere la potenza salvifica dell'opera divina</p> <p class="p1">di Cristo, narrano gli inizi della Chiesa e la sua mirabile diffusione nel mondo e</p> <p class="p1">preannunziano la sua gloriosa consumazione. Il Signore Gesù, infatti, assisté i suoi apostoli</p> <p class="p1">come aveva promesso (cfr. Mt 28,20) e inviò loro lo Spirito consolatore, il quale doveva</p> <p class="p1">introdurli nella pienezza della verità (cfr. Gv 16,13).</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1"><span class="Apple-converted-space">                              </span>CAPITOLO VI</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1"><span class="Apple-converted-space">          </span>LA SACRA SCRITTURA NELLA VITA DELLA CHIESA</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Importanza della sacra Scrittura per la Chiesa</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">21. La Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il Corpo stesso di</p> <p class="p1">Cristo, non mancando mai, soprattutto nella sacra liturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla</p> <p class="p1">mensa sia della parola di Dio che del Corpo di Cristo, e di porgerlo ai fedeli. Insieme con la</p> <p class="p1">sacra Tradizione, ha sempre considerato e considera le divine Scritture come la regola</p> <p class="p1">suprema della propria fede; esse infatti, ispirate come sono da Dio e redatte una volta per</p> <p class="p1">sempre, comunicano immutabilmente la parola di Dio stesso e fanno risuonare nelle parole dei</p> <p class="p1">profeti e degli apostoli la voce dello Spirito Santo. È necessario dunque che la predicazione</p> <p class="p1">ecclesiastica, come la stessa religione cristiana, sia nutrita e regolata dalla sacra Scrittura. Nei</p> <p class="p1">libri sacri, infatti, il Padre che è nei cieli viene con molta amorevolezza incontro ai suoi figli</p> <p class="p1">ed entra in conversazione con essi; nella parola di Dio poi è insita tanta efficacia e potenza, da</p> <p class="p1">essere sostegno e vigore della Chiesa, e per i figli della Chiesa la forza della loro fede, il</p> <p class="p1">nutrimento dell'anima, la sorgente pura e perenne della vita spirituale. Perciò si deve riferire</p> <p class="p1">per eccellenza alla sacra Scrittura ciò che è stato detto: «viva ed efficace è la parola di Dio »</p> <p class="p1">(Eb 4,12), « che ha il potere di edificare e dare l'eredità con tutti i santificati» (At 20,32; cfr. 1</p> <p class="p1">Ts 2,13).</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Necessità di traduzioni appropriate e corrette</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">22. È necessario che i fedeli abbiano largo accesso alla sacra Scrittura. Per questo motivo, la</p> <p class="p1">Chiesa fin dagli inizi fece sua l'antichissima traduzione greca del Vecchio Testamento detta</p> <p class="p1">dei Settanta, e ha sempre in onore le altre versioni orientali e le versioni latine, particolarmente</p> <p class="p1">quella che è detta Volgata. Poiché, però, la parola di Dio deve essere a disposizione di tutti in</p> <p class="p1">ogni tempo, la Chiesa cura con materna sollecitudine che si facciano traduzioni appropriate e</p> <p class="p1">corrette nelle varie lingue, di preferenza a partire dai testi originali dei sacri libri. Se, per una</p> <p class="p1">ragione di opportunità e col consenso dell'autorità della Chiesa, queste saranno fatte in</p> <p class="p1">collaborazione con i fratelli separati, potranno essere usate da tutti i cristiani.</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Impegno apostolico degli studiosi</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">23. La sposa del Verbo incarnato, la Chiesa, ammaestrata dallo Spirito Santo, si preoccupa di</p> <p class="p1">raggiungere una intelligenza sempre più profonda delle sacre Scritture, per poter nutrire di</p> <p class="p1">continuo i suoi figli con le divine parole; perciò a ragione favorisce anche lo studio dei santi</p> <p class="p1">Padri d'Oriente e d'Occidente e delle sacre liturgie. Gli esegeti cattolici poi, e gli altri cultori di</p> <p class="p1">sacra teologia, collaborando insieme con zelo, si adoperino affinché, sotto la vigilanza del</p> <p class="p1">sacro magistero, studino e spieghino con gli opportuni sussidi le divine Lettere, in modo che</p> <p class="p1">il più gran numero possibile di ministri della divina parola siano in grado di offrire con frutto</p> <p class="p1">al popolo di Dio l'alimento delle Scritture, che illumina la mente, corrobora le volontà e</p> <p class="p1">accende i cuori degli uomini all'amore di Dio l Il santo Concilio incoraggia i figli della Chiesa</p> <p class="p1">che coltivano le scienze bibliche, affinché, con energie sempre rinnovate, continuino fino in</p> <p class="p1">fondo il lavoro felicemente intrapreso con un ardore totale e secondo il senso della Chiesa.</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Importanza della sacra Scrittura per la teologia</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">24. La sacra teologia si basa come su un fondamento perenne sulla parola di Dio scritta,</p> <p class="p1">inseparabile dalla sacra Tradizione; in essa vigorosamente si consolida e si ringiovanisce</p> <p class="p1">sempre, scrutando alla luce della fede ogni verità racchiusa nel mistero di Cristo. Le sacre</p> <p class="p1">Scritture contengono la parola di Dio e, perché ispirate, sono veramente parola di Dio, sia</p> <p class="p1">dunque lo studio delle sacre pagine come l'anima della sacra teologia. Anche il ministero della</p> <p class="p1">parola, cioè la predicazione pastorale, la catechesi e ogni tipo di istruzione cristiana, nella</p> <p class="p1">quale l'omelia liturgica deve avere un posto privilegiato, trova in questa stessa parola della</p> <p class="p1">Scrittura un sano nutrimento e un santo vigore.</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Si raccomanda la lettura della sacra Scrittura</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">25. Perciò è necessario che tutti i chierici, principalmente i sacerdoti e quanti, come i diaconi</p> <p class="p1">o i catechisti, attendono legittimamente al ministero della parola, conservino un contatto</p> <p class="p1">continuo con le Scritture mediante una lettura spirituale assidua e uno studio accurato,</p> <p class="p1">affinché non diventi « un vano predicatore della parola di Dio all'esterno colui che non</p> <p class="p1">l'ascolta dentro di sé», mentre deve partecipare ai fedeli a lui affidati le sovrabbondanti</p> <p class="p1">ricchezze della parola divina, specialmente nella sacra liturgia. Parimenti il santo Concilio</p> <p class="p1">esorta con ardore e insistenza tutti i fedeli, soprattutto i religiosi, ad apprendere « la sublime</p> <p class="p1">scienza di Gesù Cristo » (Fil 3,8) con la frequente lettura delle divine Scritture. « L'ignoranza</p> <p class="p1">delle Scritture, infatti, è ignoranza di Cristo ». Si accostino essi volentieri al sacro testo, sia</p> <p class="p1">per mezzo della sacra liturgia, che è impregnata di parole divine, sia mediante la pia lettura,</p> <p class="p1">sia per mezzo delle iniziative adatte a tale scopo e di altri sussidi, che con l'approvazione e a</p> <p class="p1">cura dei pastori della Chiesa, lodevolmente oggi si diffondono ovunque. Si ricordino però</p> <p class="p1">che la lettura della sacra Scrittura dev'essere accompagnata dalla preghiera, affinché si</p> <p class="p1">stabilisca il dialogo tra Dio e l'uomo; poiché «quando preghiamo, parliamo con lui; lui</p> <p class="p1">ascoltiamo, quando leggiamo gli oracoli divini ». Compete ai vescovi, «depositari della</p> <p class="p1">dottrina apostolica », ammaestrare opportunamente i fedeli loro affidati sul retto uso dei libri</p> <p class="p1">divini, in modo particolare del Nuovo Testamento e in primo luogo dei Vangeli, grazie a</p> <p class="p1">traduzioni dei sacri testi; queste devono essere corredate delle note necessarie e veramente</p> <p class="p1">sufficienti, affinché i figli della Chiesa si familiarizzino con sicurezza e profitto con le sacre</p> <p class="p1">Scritture e si imbevano del loro spirito. Inoltre, siano preparate edizioni della sacra Scrittura</p> <p class="p1">fornite di idonee annotazioni, ad uso anche dei non cristiani e adattate alla loro situazione; sia i</p> <p class="p1">pastori d'anime, sia i cristiani di qualsiasi stato avranno cura di diffonderle con zelo e</p> <p class="p1">prudenza.</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">Conclusione</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">26. In tal modo dunque, con la lettura e lo studio dei sacri libri « la parola di Dio compia la</p> <p class="p1">sua corsa e sia glorificata» (2 Ts 3,1), e il tesoro della rivelazione, affidato alla Chiesa,</p> <p class="p1">riempia sempre più il cuore degli uomini. Come dall'assidua frequenza del mistero eucaristico</p> <p class="p1">si accresce la vita della Chiesa, così è lecito sperare nuovo impulso alla vita spirituale</p> <p class="p1">dall'accresciuta venerazione per la parola di Dio, che «permane in eterno» (Is 40,8; cfr. 1 Pt</p> <p class="p1">1,23-25).</p> <p class="p2"><br></p> <p class="p1">18 novembre 1965</p> </body> </html>